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Panama, ponte del mondo, cuore dell’universo

Dalla redazione di Panama un contributo per fare chiarezza sul concetto di multiculturalismo e conoscere un po’ meglio questo Paese centroamericano che a gennaio ospiterà la Giornata Mondiale della Gioventù.

Il multiculturalismo è l’esistenza di diverse culture che convivono nello stesso spazio fisico, geografico o sociale. Include tutte le differenze visibili di una cultura, sia essa religiosa, linguistica, etnica o di genere. Riconosce la diversità culturale che esiste in tutti gli ambiti e promuove il diritto a questa diversità. È caratterizzato dal promuovere il rispetto e la tolleranza per le differenze, generare una convivenza armoniosa e creare interscambi tra i diversi gruppi etnici.

Vi starete chiedendo se Panama è multiculturale?

Si, è un Paese multietnico grazie alla sua funzione come via di passaggio (tra il nord e centro America) che ne ha determinato la composizione etnica, celebrata il 12 ottobre, giorno della Hispanidad. La popolazione è composta da mix, tra bianchi e asiatici, indigeni e afroamericani. Il canale del Panama è una via di navigazione intraoceanica tra il mare dei caraibi e l’Oceano Pacifico che attraversa l’istmo del Panama. È un Paese piccolo e molto diverso dagli altri: viene considerato un ponte biologico di molte specie e, grazie alla costruzione del Canale, il turismo è sempre in crescita.

Adesso che conosciamo un po’ il Panama possiamo chiederci com’è sotto l’aspetto religioso. Ci sono varie confessioni cristiane (come la chiesa cattolica, la chiesa ortodossa greca, la chiesa episcopale). Ci sono anche fedeli di altre religioni, come musulmani, ebrei, Baha’i’.

Abbiamo avuto il piacere di fare una domanda ad una persona di religione ebraica: come il dialogo interreligioso può aiutare a costruire la pace nel mondo?

“Spesso si pensa che le guerre nascano da diversi modi di credere in Dio. Invece con il Dialogo si cerca di trovare quello che unisce: è un dono che aiuta a educarsi con le differenze, permette che i cuori si amplino nell’ascolto, apprezzando il bello degli altri. L’idea non è convincere l’altro ad accettare quello in cui credi, ma muoversi con la libertà dei figli di un solo Dio che è il Padre di tutti”.

Noi ci rendiamo conto che anche se non siamo della stessa religione ci dobbiamo rispettare, riuscendo a convivere e a condividere la nostra cultura, rispettando così anche quella degli altri.

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